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momenti ottimali nell'esperienza scout

Seconda chance


Mi vien subito in mente l’esperienza vissuta nella comunità “La Collina” di Don Ettore Cannavera. In questa comunità, fondata e gestita da Don Ettore, trovano nuova speranza giovani detenuti provenienti da tutti i carceri della Sardegna. Spesso sono ragazzi con situazioni drammatiche alle spalle, costretti a commettere crimini dal cui contesto in cui vivono. Immersa nel verde, nella periferia di un paesino rurale. In questa struttura, Don Ettore e altri volontari, molti dei quali ex ospiti della comunità, si applicano per far capire i reali valori della vita a questi ragazzi. Viene insegnato loro a vivere del proprio lavoro, tanto e vero che la comunità si autofinanzia tramite una serie di iniziative. E’ un percorso difficile e rigoroso, che richiede la diretta partecipazione della persona, e non sono pochi quelli che si tirano indietro. E’ qui che ho partecipato a una delle mie messe preferite, e che con più gioia ricordo! Il posto era piccolo, ma c’era spazio per tutti, davanti all’altare c’erano tappeti e cuscini, per chi volesse! I canti erano quelli tipici di una messa in stile Taizè, era la prima volta che li sentivo! Ne sono rimasto meravigliato! Si canta tutti, ma proprio tutti, e il clima che si è venuto a creare difficilmente può essere descritto a parole! Ogni ragazzo aveva la sua storia e le sue esperienze da raccontare, ed io ascoltavo! Infondo erano ragazzi come me, ma non avevano avuto la fortuna di nascere nel contesto privilegiato che era toccato a me… Ho adorato condividere con loro il mio tempo, e spesso il mio pensiero torna a quel luogo. Sono certo che loro hanno aiutato me, più di quanto io abbia aiutato loro!

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