Racconti

momenti ottimali nell'esperienza scout

Canta che ti passa…


Era giovedì 1 agosto 2013. Io e i miei compagni di noviziato stavamo percorrendo la seconda tappa della nostra route estiva, da Saint-Jean-Pied-de-Port a Lerceveau, in Francia. Eravamo reduci da 12 ore di pullman e 25km in salita del giorno precedente. Faceva molto caldo e, nonostante fosse solo il secondo giorno, eravamo distrutti. La strada era deserta, passavamo nelle campagne e non c’erano zone d’ombra lungo il sentiero. Due membri del gruppo si erano portati molto avanti, lasciando noi ragazze e un capo zoppicante indietro. Disperate e prese dallo sconforto ci siamo ricordare di un punto molto importante della legge:“Lo scout ride e canta anche nelle difficoltà”. Così abbiamo cominciato a cantare, dimenticando i dolori e la fatica. In poco tempo e piene di allegria siamo arrivate a 2km dall’arrivo. Qui ci siamo accorte di aver lasciato indietro il capo. Aspettandolo, abbiamo ripensato a quelle due ore trascorse in allegria, ai 16km che all’inizio ci demoralizzavano e che abbiamo bruciato, raggiungendo quella che credevamo fosse una meta irraggiungibile.

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